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Biocontaminazione: un nuovo stato dell'arte nel trattamento dei tessili per ambienti contollati

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In tutti quegli ambienti in cui è necessario uno stretto controllo della contaminazione ambientale può non essere sufficiente assicurare la qualità igienica degli indumenti. È dimostrato, infatti, che l’abito può divenire esso stesso una fonte di contaminazione. Ecco perché vi è la necessità di avere tessili con proprietà antimicrobiche ad ampio spettro e a rapida azione in grado di impedire la proliferazione microbica, consentendo di prolungare la qualità igienica degli indumenti, con conseguente riduzione della diffusione della biocontaminazione

F. Elia (Alsco Italia Srl ) - Ascca News 4/2009

Assicurare la qualità igienica degli indumenti, in accordo alle più rigorose norme in materia di controllo della biocontaminazione in lavanderia industriale, può non essere sufficiente nei settori più esigenti dove è necessario uno stretto controllo della contaminazione ambientale (settore sanitario, farmaceutico e alimentare) o una protezione aggiuntiva dell’indossatore da agenti potenzialmente infettivi (settore del pronto intervento e dei servizi ambientali).  L’abito, infatti, può essere un prezioso strumento di protezione dell’ambiente e dell’indossatore ma, in particolari condizioni, può divenire esso stesso una fonte di contaminazione. Poter disporre di tessili con proprietà antimicrobiche ad ampio spettro e a rapida azione in grado di impedire la proliferazione microbica, consente di prolungare la qualità igienica degli indumenti, con conseguente riduzione della diffusione della biocontaminazione. Nell’ultimo decennio l’importanza dei tessili antimicrobici è cresciuta costantemente ed ormai li ritroviamo in numerose applicazioni.

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Ultima modifica il Mercoledì, 16 Marzo 2016 16:37

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