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Manuale per la biosicurezza in laboratori microbiologici e biomedici (LBM - WHO) In evidenza

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La prima edizione uscì nel 1983, a cui ne seguirono altre tre, l'ultima delle quali è del 2020. Quest'ultima edizione ha modificato l'approccio al problema passando da quello prescrittivo a quello della calibrazione delle misure di sicurezza da intraprendere sugli effettivi pericoli. Nell'articolo verrà analizzata questa nuova versione, considerando anche le sue due appendici: "WHO valutazione del rischio" e "WHO progetto e manutenzione dei laboratori"

L Sabatini (Lesatec Srl) -  Ascca News 2/2021

Fino alla terza edizione la classificazione dei laboratori seguiva di pari passo la classificazione dei microrganismi (Gruppo di rischio 1, 2, 3 e 4). A questa classificazione venivano fatti corrispondere i seguenti livelli di sicurezza dei laboratori: Livello di biosicurezza 1, Livello di biosicurezza 2, Livello di biosicurezza 3 e Livello di biosicurezza 4. 
Per questi laboratori non era prescritta una "accettabile" qualità dell'aria classificabile secondo ISO 14644/1. La filtrazione HEPA era introdotta solo come misura precauzionale per impedire che contaminanti biologici uscissero dal laboratorio durante i fermi impianto. In definitiva nella revisione tre del manuale erano previsti tre livelli di contenimento. Quello primario basato sulle cappe B.S.C. o glove box o isolatori, quello secondario garantito dalla struttura del laboratorio con tutte le sue prescrizioni tecniche, impiantistiche e relative procedure e l'ultimo rappresentanto dai DPI obbligatori per il personale.  
Nel tempo l'approccio prescrittivo previsto fino alla revisione 3 del manuale ha dato luogo al falso concetto della diretta corrisponedenza tra gruppo di rischio dei microorganismi e livello di biosicurezza. Falso concetto, in quanto il rischio connesso ai vari scenari che si possono avere non è solo influenzato dagli agenti che si manipolano e dalle loro quantità ma anche dalle procedure in uso, dalle attrezzature, dalle strutture, dalle risorse economiche disponibili. Parte rilevante della biosicurezza è delegata all'osservanza delle buone pratiche e procedure microbiologiche (GMPP), all'idonea istruzione del personale ed alla pronta registrazione e valutazione degli incidenti con le conseguenti azioni correttive per evitare che si verifichino. Di qui la necessità di una nuova edizione del BLM basata sulla valuzione del rischio e sulle esperienze maturate per avere risposte in termini di sicurezza, adeguate e proporzionate ai pericoli effettivi. 

 

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Ultima modifica il Venerdì, 25 Giugno 2021 08:53
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