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Gli impianti dedicati alle industrie agroalimentari devono essere progettati - a differenza delle applicazioni del settore farmaceutico o elettronico – tenendo presente di poter effettuare operazioni frequenti di lavaggio. Necessità essenziale per quel tipo di industria

A. Schiavolin (Sinteco Impianti) - Ascca News 1/2001

Uno degli argomenti che da sempre interessano gli addetti dell’industria alimentare è la protezione degli alimenti da fonti di inquinamento. È questo un problema che mette in relazione la qualità dei prodotti con la possibilità di mantenere questa qualità inalterata nel tempo.
I microrganismi vengono veicolati da tutti gli agenti esterni che sono parte del sistema produttivo:
• l’ambiente deve essere progettato e costruito in modo tale da poter permettere agli operatori di effettuare le pulizie a fondo e senza lasciare zone ove possa ristagnare lo sporco;
• le pulizie stesse devono seguire un programma ben definito ed essere effettuate secondo modalità rigorosamente stabilite;
• il percorso che gli imballi provenienti dall’esterno seguono all’interno dell’azienda deve essere studiato al fine di evitare il contatto tra questi e le materie prime nonché il prodotto finito;
• le materie prime la cui igiene deve essere scrupolosamente verificata prima della lavorazione;
• gli impianti che devono essere totalmente ispezionabili e lavabili;
• il personale per cui i precetti igienici, una volta assimilati, devono diventare, in azienda, un vero e proprio sistema di vita.

L’articolo è disponibile nella versione integrale in formato pdf solo per i soci ASCCA
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Pubblicato in Case study

L'entrata in vigore dal Gennaio 2006 dei Regolamenti "pacchetto igiene" ha obbligato le industrie alimentari ad assicurare la conformità dei loro prodotti a quanto previsto, allestendo inoltre studi specifici per riportarsi ai limiti attesi nei criteri microbiologici, nella validazione o verifica del corretto funzionamento dei sistemi HACCP e delle buone pratiche igieniche. Tra le tante novità, per l'industria di trasformazione delle carni, importanti è il nuovo approccio al problema Listeria. Il Microbial Challenge Test rappresenta uno tra gli strumenti utilizzati nella validazione dei processi produttivi per misurare il grado di letalità nei confronti dei mirorganismi di interesse e, nella fase di commercializzazione, per determinare l'idoneità di un alimento a supportare la crescita di microrganismi di alterazione o patogeni

S. Barbuti - M.A. Frustoli - M.S. Grisenti (Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari - Parma) - Ascca News 3/2013

Stabilire se un prodotto alimentare può essere considerato stabile e sicuro da un punto di vista microbiologico è un processo non facile che richiede una grande conoscenza, oltre che delle caratteristiche intrinseche del prodotto, del processo di lavorazione e dei microrganismi che potrebbero determinarne l’alterazione o che essendo presenti potrebbero rendere il prodotto non sicuro. Tutto ciò rappresenta la sfida che i tecnologi ed i microbiologi alimentari combattono da quando è iniziata la commercializzazione degli alimenti e che coinvolge oltre alle industrie di trasformazione anche organizzazioni governative. La legislazione ha sancito, in modo inequivocabile, con l’entrata in vigore dal Gennaio 2006 dei Regolamenti “pacchetto igiene”, che la sicurezza dei prodotti alimentari può essere garantita solo dalla gestione “in sicurezza” dell’intero processo produttivo. In particolare il Regolamento 2073/2005 e successive integrazioni sui criteri microbiologici applicati ai prodotti alimentari forniscono agli operatori del settore alcuni principi su cui costruire le proprie procedure di autocontrollo per garantire il raggiungimento dell’obiettivo.

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Pubblicato in Alimentare

Evitare che le fonti di inquinamento presenti nei reparti produttivi impattano negativamente sulla qualità del prodotto finale rappresenta uno degli aspetti che preoccupano maggiormente le aziende alimentari. Dopo aver individuato queste fonti, particolare attenzione deve essere spesa per il trattamento dell’aria (gestione e qualità). In questo breve articolo verrà preso in esame un reparto di affettatura e confezionamento di prodotti cotti di salumeria

A. Schiavolini (Sinteco Impianti) - Ascca News 3/2014

Uno degli argomenti che da sempre interessano gli addetti dell’industria alimentare è la protezione degli alimenti da fonti di inquinamento, problema che mette in relazione la qualità dei prodotti con la possibilità di mantenere questa qualità inalterata nel tempo.
I microrganismi possono essere veicolati da agenti esterni che sono parte del sistema produttivo, quali ad esempio:
• Gli ambienti: devono essere progettati e costruiti in modo tale da poter permettere agli operatori di effettuare le pulizie a fondo e senza lasciare zone ove possa ristagnare lo sporco;
• I processi di pulizia: devono seguire un programma ben definito ed essere effettuati secondo modalità rigorosamente stabilite;
• I percorsi: materie prime e imballi che provengono dall’esterno devono seguire all’interno dell’azienda percorsi studiati al fine di evitarne il contatto
• Le materie prime: la loro igiene deve essere scrupolosamente verificata prima della lavorazione;
• Gli impianti: devono essere totalmente ispezionabili e lavabili;
• Il personale: i precetti igienici, una volta assimilati, devono diventare, in azienda, un vero e proprio sistema di vita da parte di tutto il personale.

L’articolo è disponibile nella versione integrale in formato pdf solo per i soci ASCCA
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Pubblicato in Case study