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La validazione microbiologica di un impianto di produzione alimentare è un passaggio obbligato, in fase di installazione, per verificare che le condizioni operative descritte dal costruttore siano assicurate dal buon funzionamento dell’impianto stesso. L’esito deve essere confermato da una documentazione di prova, che è sempre bene farsi rilasciare in fase di installazione e che bisogna prevedere al momento della stipula del contratto. Sono queste, in estrema sintesi, le buone pratiche che un OSA dovrebbe mettere in atto per garantire l’esito ottimale di un acquisto, a maggior ragione quando si tratta di macchine dalle prestazioni particolarmente elevate. Vediamo l’esperienza diretta della Centrale del Latte di Brescia

A. Fierro (Centrale del Latte di Brescia) - Ottobre 2016

Nata nel 1930 per raccogliere e bonificare il latte delle stalle del territorio circostante e distribuirlo alla popolazione della città e delle zone limitrofe, la Centrale del Latte di Brescia è stata la prima azienda in Italia, nel 2004, a confezionare in bottiglia di PET il latte sterile UHT. Attualmente è stato acquistato un sistema di confezionamento sofisticato, costituito da un impianto COMBI PREDIS FMa with CAPDIS, che prevede la produzione in linea della bottiglia partendo da una preforma che viene disinfettata, riscaldata e soffiata in sede.
L’impianto, inoltre, esegue cicli di disinfezione dei tappi con tecnologia di sterilizzazione a secco e acqua ossigenata. L’impianto, dopo assemblaggio e installazione, è stato dunque sottoposto a un test di validazione per verificare tutti i parametri critici. Sono tre i passaggi principali che è bene siano tutti corredati da relative schede di registrazione dei dati.

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Pubblicato in Alimentare