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Scopo di questo lavoro è quello di sottolineare l’importanza del controllo microbiologico ambientale e dare una panoramica generale sulle metodiche utilizzate più comunemente per la valutazione dello stato microbiologico degli ambienti di produzione e lavorazione degli alimenti, con particolare attenzione all’aria confinata

M. Tesauro - M.G. Galli (Università degli Studi di Milano) - Ascca News 2/2008

La presenza di microrganismi patogeni negli alimenti rappresenta un pericolo per la salute del consumatore, a cui si associa irrimediabilmente un danno economico, dovuto a costi di spese mediche e analisi di laboratorio.
Esistono però, anche altre specie di microrganismi (microrganismi alterativi) che, pur essendo non patogene, compromettono la qualità organolettica del prodotto, provocando danni all’immagine dell’azienda. La contaminazione microbica patogena o alterativa che si verifica in un prodotto può essere di due tipi:
- primaria: dovuta a microrganismi presenti nelle materie prime;
- secondaria: di origine ambientale, dipendente dallo stato igienico dell’ambiente,
comprendendo con questa definizione le superfici, le attrezzature, gli impianti, l’aria, il personale stesso, gli animali e gli insetti infestanti, i rifiuti, ma anche le operazioni di sanificazione.

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Pubblicato in Alimentare

Negli ambienti di produzione, di magazzinaggio e di maturazione il controllo delle contaminazioni ambientali è un aspetto da non sottovalutare. Alla luce dei nuovi regolamenti CE in materia di igiene alimentare si propone una rapida carrellata sui principali metodi di campionamento dell’aria e delle superfici a contatto con gli alimenti. I metodi per il campionamento ed il monitoraggio microbiologico delle superfici sono stati pubblicati in norme ufficiali di riferimento

E. Donadio (International PBI) - Ascca News 1/2008

Secondo quanto riportato dal Reg. CE 852/2004, entrato in vigore il 1° gennaio 2006, nell’Allegato II capitolo I - Requisiti generali applicabili alle strutture destinate agli alimenti (diversi da quelli indicati nel capitolo III) si stabilisce che tutte le strutture destinate agli alimenti devono essere
tenute pulite, sottoposte a manutenzione e tenute in buone condizioni.
In secondo luogo lo schema, la progettazione, la costruzione, l’ubicazione e le dimensioni delle strutture destinate agli alimenti devono (…) evitare o ridurre al minimo la contaminazione trasmessa per via aerea (…) ed essere tali da impedire la formazione di condensa o muffa sulle superfici.
Pertanto, gli Igienisti Industriali sono sempre più frequentemente chiamati a valutare la qualità degli ambienti confinati non solo da un punto di vista fisico e chimico ma anche microbiologico.

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Pubblicato in Alimentare
Domenica, 30 Marzo 2014 09:20

Aria pura per alimenti sicuri

Nel presente articolo si descrive come è stato risolto un problema di contaminazione biologica mediante la sostituzione di un sistema di filtrazione monostadio con una nuova soluzione dedicata a 3 stadi: si è reso così possibile migliorare la qualità dell’aria primaria garantendo l’ottimale qualità di processo e migliorando la produttività di una clean room ISO5 per l’estrazione e la rilavorazione ad alta temperatura di estratti vegetali

A. Sedola (Camfil) - Ascca News 1/2014

Nell’industria conserviera spesso è necessario confrontarsi con processi ad elevate temperature, elevata umidità ambientale e soprattutto altissimo rischio di contaminazione biologica del prodotto finale. L’esigenza industriale ha così portato Camfil alla sostituzione del singolo stadio di filtrazione finora impiegato con un nuovo approccio a tre stadi, pensato per alta umidità dell’aria e un’accentuata variabilità della temperatura d’ambiente.
Questi sono allestiti di volta in volta con media filtranti a risparmio energetico e di lunga durata per conciliare esigenze di qualità, produttività ma anche di sostenibilità aziendale e riduzione del Total Cost of Ownership. Infatti sebbene l’incremento degli stadi di filtrazione porti con sé una maggiore spesa energetica, questa è sempre più limitata rispetto a quella sostenuta in precedenza per i costi di esercizio legati alla pulizia e disinfezione del sistema di filtrazione dell’aria.

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Pubblicato in Case study