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ICGEB e la Ricerca Scientifica: il futuro inizia da qui In evidenza

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Un vecchio adagio sostiene che l’unione fa la forza. Detto che non è mai apparso così reale come in questo momento, in cui l’umanità intera è chiamata a combattere contro un nemico invisibile e subdolo. Anche ASCCA ha deciso di essere parte attiva nella lotta contro il COVID-19. E lo ha fatto a suo modo: sostenendo con una donazione, il lavoro di un istituto di ricerca conosciuto in tutto il mondo: l’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB) di Trieste. Seppure “a distanza” abbiamo fatto quattro chiacchiere con Suzanne Kerbavcic, Responsabile Comunicazione

Iniziamo con una breve storia dell’Istituto. Quando nasce l’istituto e con quali finalità 

ICGEB 1L’ICGEB (www.icgeb.org) è un’organizzazione internazionale con oltre 30 anni di attività nel Sistema delle Nazioni Unite. Nato come progetto di UNIDO nel 1983, diventa operativo nel 1987 e acquisisce la propria autonomia giuridica quale Organizzazione intergovernativa nel 1994.
Per capire da dove nasce l’idea di fondare un istituto come ICGEB all’inizio degli anni ’80, bisogna tornare al decennio precedente, quando le tecnologie dell’ingegneria genetica (la metodica del taglia-e-cuci, che consente di spostare dei segmenti di DNA da un organismo all’altro) hanno consentito di produrre proteine ricombinanti e di coltivare microorganismi e piante con specifiche modificazioni genetiche, e quindi di ottenere una serie di prodotti di notevole rilevanza medica e industriale. Sotto la spinta dell’evidente impatto che l’ingegneria genetica iniziava ad avere, è nata l’idea di costituire un Centro di eccellenza che si occupasse di ricerca avanzata, formazione e trasferimento tecnologico alle imprese nei settori della genetica molecolare e delle biotecnologie, nel contesto della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo ed emergenti.
Le modalità operative dell’ICGEB rispondono alla strategia consolidata della politica estera italiana nei confronti dei Paesi emergenti
di favorire la crescita autonoma, promuovendo le biotecnologie quale strumento di sviluppo economico e sociale. Fortemente voluta dall’Italia, la Direzione Generale dell’ICGEB ha sede a Trieste, una posizione geopolitica strategica, orientata verso il cuore dell’Europa e i Paesi del Mediterraneo.
Il sostegno italiano al Centro, con un contributo importante erogato attraverso il Ministero degli Affari Esteri, consente ai laboratori di Trieste di costituire un polo di attrazione per giovani ricercatori a livello internazionale. Attraverso le scoperte scientifiche, le borse di studio, i corsi e i finanziamenti alla ricerca erogati, un vasto network di ricercatori e policy maker stranieri che hanno beneficiato di queste attività, oggi l’istituto valorizza l’immagine dell’Italia e dà prestigio all’impegno del Paese nella cooperazione internazionale.

Come è attualmente strutturato l’istituto?

Centro di eccellenza per la ricerca e la formazione, consente agli scienziati di oltre 60 Paesi di operare a contatto con i migliori esperti nel mondo nei diversi settori delle scienze della vita. Sono 46 i programmi di ricerca e oltre 570 i ricercatori che operano nelle 3 sedi, a Trieste, New Delhi (India) e Cape Town, (Sudafrica).
Le attività sono guidate da un Board composto dai rappresentanti di tutti i Paesi membri, mentre un Consiglio scientifico (quindici scienziati di fama internazionale compresi alcuni premi Nobel) ne ispira e supervisiona le attività scientifiche.ICGEB 3
In estrema sintesi l’istituto:

  • Conduce progetti di ricerca avanzata nei propri laboratori
  • Assegna borse di studio a studenti di dottorato e ricercatori per partecipare alle attività di ricerca (dal 1988 ha formato 1580 borsisti; nel solo 2019 contiamo 229 dottorandi nei laboratori dell’ICGEB)
  • Organizza circa 30 meeting ogni anno su argomenti di punta nel campo della ricerca genetica (oltre 620 meeting dal 1988 in tutto il mondo e quasi 30,000 partecipanti)
  • Sostiene la ricerca con finanziamenti per progetti di eccellenza in tutto il mondo (ad oggi oltre 550 progetti finanziati)
  • Trasferisce tecnologie alle imprese biotecnologiche (con accordi importanti con la Sun Pharmaceuticals per lo sviluppo di un vaccino nel trattamento dell’infezione di Dengue, e nel contesto di una clinical trial finanziato dall’UE, per la Sindrome Criggler Najjar, una malattia genetica rara)
  • Coopera con i governi per definire la regolamentazione degli OGM

Film di meeting e corsi organizzati dall’ICGEB sono distribuiti gratuitamente su iTunes, YouTube e sul sito web (www.icgeb.org), su tematiche che spaziano dalla ricerca sui tumori alle cellule staminali, dalla biologia molecolare di base alle malattie cardiovascolari, con più di 11mila utenti al mese che scaricano i filmati dell’ICGEB da oltre 80 Paesi. ICGEB è attivo su sei piattaforme di social media networking (con 7,000 follower su LinkedIn), e 30,000 iscritti alla Newsletter lanciata a settembre 2019.

Quali sono i suoi punti di forza?

L’ICGEB conduce progetti di ricerca avanzata per la salute umana, la protezione delle risorse ambientali e le biotecnologie industriali e agroalimentari, che contribuiscono in maniera sostanziale alla formazione di scienziati provenienti dai Paesi Membri.
Nei laboratori di Trieste, che rappresentano un esempio dell’eccellenza della ricerca italiana nel mondo, si studia la virologia (Covid19, HIV/AIDS, Papillomavirus, Dengue e Rotavirus), immunologia (vaccini contro i tumori), genetica molecolare di malattie ereditarie (incluse quelle cardiovascolari e i tumori) e neurobiologia (studio delle demenze). Il Centro è all’avanguardia per l’utilizzo della terapia genica e delle cellule staminali contro le malattie degenerative (ad esempio neurodegenerazione e scompenso cardiaco).La sede indiana conduce studi sulla malaria, la tubercolosi e l’epatite, con lo sviluppo di nuovi sistemi diagnostici e vaccini, e nel campo delle biotecnologie agrarie e della produzione di biocarburanti.
L’ICGEB di Cape Town si occupa delle malattie infettive che colpiscono il continente africano, in particolare l’infezione da HIV/AIDS, la malaria e le malattie da parassiti.

Soffermiamoci ora sulla sede italiana

La Sede di Trieste rappresenta una realtà scientifica di alto livello internazionale, attrezzata per eseguire le più avanzate metodologie sperimentali nell’ambito della biologia molecolare e cellulare. Vi operano 18 gruppi di ricerca, la cui attività coinvolge 200 persone di oltre 35 diverse nazionalità. 
All’ICGEB di Trieste sono stati scoperti dei piccoli RNA che, usati come farmaci, inducono la rigenerazione del cuore dopo un infarto del cuore - scoperta che sta avanzando verso l’applicazione clinica; è stato scoperto altresì il luogo dove il virus HIV si integra nel DNA delle cellule che infetta, diventando insensibile ai farmaci.
L’Istituto ha ricevuto 3 milioni di euro dalla Regione FVG per creare un laboratorio di ultima generazione in grado di fornire le certificazioni internazionali alle imprese che intendono produrre medicinali derivanti da processi biologici non più coperti da brevetto.
Collabora con il Governo di Pechino per una nuova sede regionale dell’ICGEB a Taizhou, Cina, e con il Governo panamense per un’altra a Panama City.

Abbiamo visto che nei vostri laboratori si effettuano “normalmente” studi di virologia. Ma in questo momento immaginiamo che il lavoro sia decisamente aumentato…

ICGEB 3Lo scorso dicembre, nessuno pensava che Covid19 sarebbe diventata una delle più gravi crisi sanitarie globali. A fine gennaio, quando il quadro stava iniziando a cambiare, gli scienziati dell'ICGEB, con lungimiranza, riconoscendo l'incombente pericolo, si sono preparati e attivati per la ricerca sui coronavirus. Mentre moltissimi laboratori di ricerca in tutto il mondo sono in “lockdown” per le misure di confinamento e isolamento, ICGEB rimane attivo e in prima linea nelle attività di ricerca su Covid19.
La sfida più urgente e immediata che ICGEB ha dovuto affrontare, ha riguardato il supporto ai 66 paesi membri, tra cui l’Italia, attraverso la messa in campo di misure di assistenza pratica nella gestione dell'epidemia, in maniera rapida ed efficace.
I laboratori ICGEB che operano in tre continenti, grazie alla propria rete internazionale, hanno lavorato congiuntamente e in stretta collaborazione con altre organizzazioni multilaterali, istituti e agenzie governative per sviluppare protocolli e fornire conoscenze e competenze sulle procedure di diagnosi. ICGEB sta inoltre supportando i propri membri nella rilevazione e sorveglianza epidemiologica e fornendo i parametri sui tempi di lavorazione per incrementare il numero di test diagnostici che possono essere eseguiti. Gran parte di queste conoscenze è disponibile anche online, attraverso video e tutorial, in open source e attraverso l’assistenza tecnica diretta per l'impostazione di piattaforme diagnostiche anche in contesti con risorse limitate (www.icgeb.org/covid19-resources/). 
I prossimi mesi ci vedranno impegnati in uno sforzo ancora maggiore nella ricerca per la lotta contro il virus, e nel sostegno ai nostri Stati membri, affinché acquisiscano le capacità per sviluppare infrastrutture e competenze tali da permettere loro di affrontare sia Covid19, sia eventuali future epidemie, che sicuramente si verificheranno.
I nostri scienziati stanno lavorando 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per fornire piattaforme di screening per testare nuove molecole terapeutiche. Un grande sforzo è stato fatto per implementare il
“drug repurposing”, ossia le attività volte a testare l’effetto anti-virale di farmaci che vengono già usati clinicamente per altre patologie, al fine di evitare i lunghi studi clinici per la valutazione della loro sicurezza. I nostri Gruppi di Ricerca di Trieste e Nuova Delhi stanno lavorando congiuntamente per identificare queste sostanze ed eseguire le validazioni biologiche necessarie a confermare il potenziale valore terapeutico. Altra priorità per il Gruppo di Ricerca di Nuova Delhi è lo studio della risposta immunitaria contro il virus, con l’obiettivo di identificare gli anticorpi più efficaci nel neutralizzare l’infettività del virus e quindi di ‘umanizzarli’ per migliorare il loro utilizzo terapeutico.
Rimangono aperte altre importanti domande. Perché alcuni individui guariscono facilmente, mentre altri non ce la fanno e soccombono al virus? Gli studi per comprendere la genetica alla
base di queste differenze sono un’altra delle attività attualmente in corso in ICGEB.
Abbiamo pubblicato uno speciale bando per progetti di ricerca su COVID19 all’interno dei nostri paesi membri, in collaborazione con i nostri scienziati. Questa è una incredibile opportunità per trasferire conoscenze e costruire capacità di sviluppo in alcune delle nazioni più povere e vulnerabili del nostro pianeta.
L'ICGEB continuerà ad affrontare le sfide presenti e future sia direttamente, sia come partner internazionale affidabile e continuerà a lavorare per garantire che la scienza offra sempre più opportunità e vantaggi a tutti i paesi.

 

Ultima modifica il Giovedì, 25 Giugno 2020 09:09
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