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Novità dalle Aziende

  • Tuta IsoClean(R) IC193-B: barriera costante contro particelle e microrganismi

    DuPont Personal Protection (www.dupont.com) fornisce uno dei marchi più affidabili e innovativi del settore, come DuPont™ Tyvek® e DuPont™ Tyvek® IsoClean®,
  • Diffusore Krantz LAB-V a flusso ibrido per laboratori

    FCR (www.fcr.it) presenta il nuovo diffusore a flusso ibrido Krantz LAB-V appositamente sviluppato per l’utilizzo nei laboratori dotati di cappe aspiranti.
  • CLiMET CI-97 Campionatore microbiologico ad alta efficienza

    Rigel Life Sciences (www.rigellifesciences.com/), azienda specializzata nella gestione, monitoraggio e convalida all’interno di ambienti a contaminazione controllata e rivenditore esclusivo
  • Sterytek 2000 SP-HO - Isolatori per manipolazioni asettiche

    Tecninox (www.tecninox.com) presenta una linea di isolatori dedicata alla manipolazione di API sterili in condizioni asettiche. Lo STERYTEK 2000 SP-HP viene
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ASCCA News sfogliabile

Oggi più che mai le cappe chimiche stanno vivendo un momento di transizione. Questi strumenti, essenziali per la salvaguardia della salute e della sicurezza degli operatori impegnati nei laboratori in cui sussiste rischio chimico, sono al centro di un dibattito mirato a migliorarne la gestione in qualità aumentando la protezione dei lavoratori. In questo articolo si presenterà un breve excursus sulle attività di normazione

L. Strada (Struttura di Raccordo del Servizio di Prevenzione e Protezione - Università di Pavia) -  Ascca News 1/2022

Il D.Lgs 81/08, cd testo unico sulla sicurezza, pone in capo al datore di lavoro una serie di adempimenti, tra i quali la messa a disposizione dei lavoratori di attrezzature conformi ai requisiti di sicurezza e idonee al tipo di utilizzo previsto; inoltre, devono essere garantite, per tali attrezzature, regolare manutenzione e verifica periodica del rispetto dei requisiti. Infine, nella gerarchia degli interventi si chiede al datore di lavoro di dare priorità ai dispositivi di protezione collettiva (T.U., Titolo II, capo I, art. 64, Titolo III, Capo I, 70, 71 e allegati V e VI e Titolo IX, capo I, art. 225). 
Le cappe chimiche sono i dispositivi di protezione collettiva utilizzati nei laboratori, o più in generale negli ambienti di lavoro, al fine di ridurre la potenziale esposizione a sostanze chimiche dei lavoratori. Storicamente, fin dalla pubblicazione del manuale Sax’s “Dangerous Properties of Industrial Materials”, 10th Edition edito negli anni ’50, considerato una pietra miliare per coloro che dovevano fare una valutazione del rischio da esposizione alle sostanze chimiche, si è fatto riferimento al parametro della velocità frontale per valutare la prestazione di una cappa. Oggi, però, il riferimento a tale parametro appare anacronistico.

 

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Pubblicato in Normative
Martedì, 21 Settembre 2021 11:29

Gli isolatori flessibili

I primi isolatori flessibili sono comparsi sul mercato all’inizio degli anni ’80 principalmente in ambiente farmaceutico per test di sterilità e processi asettici. Fin da subito sono stati scelti perché permettevano un pratico utilizzo. Da allora, le innovazioni tecnologiche e dei materiali, hanno consentito una applicazione più estesa degli isolatori flessibili in numerosi e differenti ambiti di processo, offrendo soluzioni rapide, versatili ed economiche. In questo articolo si illustreranno alcune loro caratteristiche.

R. Furlan (CSV) -  Ascca News 3/2021

I principi attivi farmaceutici (API) stanno diventando sempre più potenti negli ultimi anni, al contempo, il crescente utilizzo di tali sostanze chimiche altamente attive sta catalizzando una  trasformazione industriale. Questi farmaci hanno bisogno di strutture di contenimento efficaci e sicure per evitare la contaminazione incrociata - importante per proteggere il prodotto, gli operatori e l'ambiente, in particolare nella produzione di principi attivi farmaceutici ad alta potenza.
In estrema sintesi il contenimento è essenziale per:
• Proteggere l'ambiente di lavoro
• Proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori
Gli isolatori flessibili sono utilizzabili in tutte le applicazioni di contenimento (da OEB4 - 1 mg/m3 CPT 101mg/m3 - a OEB5 - CPT 1 mg/m3) e trovano largo impiego in situazioni di Fast Track o progetti temporanei, così come in progetti pilota o in fase di sviluppo. Possono essere tranquillamente utilizzati nei trasferimenti di tecnologia o per adeguamenti di impianti o attrezzature esistenti ai requisiti di fabbricazione ad alto potenziale. Particolare l’impiego in atmosfera speciale modificata ed eventualmente temporanea necessaria iniettando azoto o aria compressa opportunamente filtrata, ad esempio per il controllo dell'umidità (nel caso di prodotti sensibili) o per ridurre l'ossigeno (inertizzazione) fino alla creazione di camere bianche temporanee.

 

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Pubblicato in Farmaceutico

Prosegue l'analisi dei concetti base della tecnologia delle camere bianche. In questa seconda parte mostreremo quali sono i metodi utilizzabili per evitare che la contaminazione aerotrasportata possa impattare negativamente sui processi produttivi. I concetti teorici di filtrazione, modalità di immissione aria, differenziali di pressone verranno infine applicati attraverso un esempio di planimetria di un'installazione a contaminazione controllata

L. Sabatini  (Lesatec Srl) -  Ascca News 2/2019

Metodi di rimozione, contenimento e isolamento della contaminazione aerotrasportata
I dispositivi maggiormente utilizzati per rimuovere il pulviscolo aerotrasportato dai flussi d'aria sono i filtri fibrosi. Essi coprono una vastissima gamma di applicazioni spaziando dall'eliminazione delle particelle grossolane (filtri comuni) a quella del particolato fine (filtri a media/alta efficienza) fino ai filtri ad altissima efficienza HEPA e ULPA.
I filtri comuni e a media/alta efficienza erano classificati, fino a poco tempo fa, dalla Norma EN 779 del 2012, oggi sostituita dalla ISO 16890. Nella nuova classificazione i filtri vengono suddivisi in grossolani, ISO ePM10, ISOePM2,5 e ISO ePM1, a seconda della frazione respirabile del pulviscolo atmosferico. Per la definizione della "frazione respirabile" si fa riferimento a quanto riportato nella US EPA o nella guida dell'agenzia federale tedesca per l'ambiente, per la quale la PM10 è la frazione di particelle con dimensioni minore o uguale a 10 micron, parimenti le altre. Ai fini della pulizia dell'aria da immettere in una cleanroom, la loro importanza negli impianti a contaminazione controllata è relativa e dipende in massima parte dalla conformazione degli impianti. [...]
Se la filtrazione può rendere accettabile la pulizia dell'aria, occorre poi che questa sia immessa ed aspirata dalla camera bianca in modo tale che i contaminanti generati al suo interno vengano celermente allontanati o diluiti per non arreccare un danno. [...]
Per impedire le infiltrazioni di aria esterna non controllata è poi necessario che questi ambienti, specie se convenzionali o misti, siano tenuti in sovrapressione rispetto ai locali adiacenti a minor grado di pulizia. [...]

 

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Pubblicato in Farmaceutico

Le interviste di ASCCA news

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