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ASCCA News sfogliabile

Cleanroom farmaceutiche e risparmio energetico: come trovare il giusto equilibrio? In questo articolo, partendo dal calcolo della portata di una cleanroom faramceutica con flusso non-UDAF (avendo note le sorgenti di contaminazione e la tipologia di diffusione dell'aria), si proporanno alcuni casi per valorizzare i risparmi economici ottenibili applicando le misure di risparmio energetico proposte dallo standard ISo 14644-16

E. Moia (Jacobs Italia) -  Ascca News 3/2020

Le cleanroom e gli ambienti a contaminazione controllata sono sempre più utilizzati in molti settori industriali. Le cleanroom impiegate nell’industria farmaceutica consumano fino a 25 volte in
più dell’energia media impiegata per gli edifici commerciali; più del 50% del consumo di energia elettrica è assorbita dall’impianto HVAC, a causa degli alti ricambi orari previsti per garantire la qualità dell’aria adeguata alla produzione farmaceutica.
Tipicamente sono previsti due modi per controllare la contaminazione aerotrasportata: un sistema a dislocamento con flusso unidirezionale (UDAF – Uni-Directional Air Flow) oppure un sistema a diluizione, non-UDAF. 
L’efficienza energetica della cleanroom, incluso il sistema HVAC, è subordinato all’affidabilità e al rendimento del processo farmaceutico. A volte l’entità della sorgente contaminante non è nota durante la fase progettuale della cleanroom e quindi il progettista per definire la portata d’aria si affida alle indicazioni riportate nella linea guida ISPE “Heating, Ventilation, and Air Conditioning (HVAC)”. 
Recentemente è stato pubblicato lo standard ISO 14644-16 “Energy Efficiency in cleanrooms and separative devices” che prescrive sia una serie di raccomandazioni sull’efficienza energetica in cleanroom che le tecniche di ottimizzazione applicabili in ogni stadio di vita della cleanroom.

 

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Pubblicato in Farmaceutico

La progettazione di un impianto HVAC è qualcosa di molto complesso, che richiede un'analisi attenta e critica di tutta una serie di dati ed elementi, fondamentale per ottenere un risultato finale che soddisfi appieno le reali esigenze del cliente. Senza dimenticare l'aspetto di energy saving, particolaramente sentito in questi ultimi anni

G. Tavecchio - C. Magni - B. Bagatta (Wood Plc) -  Ascca News 2/2020

La definizione di camera bianca riportata nelle ISO 14644-1 può essere applicata a qualsiasi contesto in cui sia richiesto un ambiente a contaminazione controllata. Per poter progettare in modo appropriato e centrare l'obiettivo rispetto al contesto in cui siamo chiamati ad operare, la prima domanda a cui bisogna rispondere è: quali sono le informazioni di base, le basis of design che dobbiamo conoscere? Quali sono i parametri sensibili a cui porre maggior eattenzione perchè la progettazione sia fatta anche in un'ottica di risparmio energetico? Per una corretta definizion delle basis of design è indispensabile un'attenta e critica analisi delle informazioni ricevute, così come un'applicazione ragionata delle prescrizioni contenute nelle normative di riferimento.

 

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Pubblicato in Ingegneria

Questo articolo si prefigge lo scopo di presentare alcuni aspetti architettonici e impiantistici che il progettista deve prendere in considerazione nello studio di una ristrutturazione di un opicifio che prevede processi sviluppati in ambienti o atmosfere a contaminazione controllata

A. Mussolin (Palladio Consulting Srl) -  Ascca News 2/2020

Nell'affrontare la progettazione di un complesso industriale, la società di ingegneria si troverà ad approcciare alla materia in materia differente a seconda che l'intervento si sviluppi dal "green field" o si configuri come un revamping di un sito esistente. Un green field project è un progetto che si sviluppa a partire in assenza di vincoli presistenti legati all'infrastruttura. In questo caso gli unici vincoli saranno quelli naturali legati al consumo del suolo e dovuti all'aumento del carico urbanistico, il quale è correlato, ad esempio, alla progettazione degli standard, alla gestione dell'invarianza idraulica del sito, al collegamento delle sottostrutture impiantistiche del manufatto alla rate locale, ed ad altre attività connesse al nuovo insediamento industriale in un sedime esistente o di nuova lottizzazione. Per revamping per contro si intendono tutti quegli interventi di ammodernamento tecnologico, impiantistico e strutturale che sono previsti da eseguire su un sito esistente. [....]. I vincoli legati alla progettazione nell'affrontare un revamping di un opicifio, sia esso datato o di nuova costruzione, sono suddivisibili in esterni o interni all'azienda....   

 

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Pubblicato in Farmaceutico

Per gli impianti VCCC in ambito ospedaliero valgono le stesse osservazioni valide per il mondo farmaceutico? Nella progettazione di questi impianti, si può parlare di risparmio energetico rispettando i criteri di qualità/sicurezza richiesti per le sale operatorie? L'analisi tecnica ed esempio concreto aiuteranno a dare una risposta a questi quesiti

L. Sabatini  (Lesatec Srl) -  Ascca News 2/2020

Questi impianti rientrano a buon diritto nel novero degli impianti a contaminazione controllata anche se da un punto di vista legislativo sono da sempre equiparati a normali impianti di condizionamento a tutt'aria esterna con l'aggiunta di una filtrazione dell'aria immessa su filtri HEPA 13 ed una pressurizzazione ambientale. Troppo poco per poterli considerare impianti VCCC. Le cose sono migliorate con l'uscita della norma UNI 11425, che ha introdotto anche per loro alcuni concetti impiantistici di certificazione, di monitoraggio, di gestione, di contenimento ed abbattimento della contaminazione tipici degli impianti VCCC.
Le sale operatorie possono essere utilizzate per svariate operazioni chirurgiche e pertanto la classificazione della qualità dell'aria ambiente, l'identificazione delle zone critiche, le modalità di immissione dell'aria ed, infine, anche le condizioni di controllo termico devono essere definite in base alle operazioni previste  

 

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Pubblicato in Ingegneria

Gli impianti HVAC a servizio di una centrale di sterilizzazione sono deputati a contribuire significativamente al controllo della contaminazione interna ed allo stesso tempo a garantire adeguate condizioni di comfort microclimatico degli operatori. La sterilità dell'ambiente è il fattore chiave che deve essere garantito in una centrale di sterilizzazione. Tutti gli impianti a servizio della centrale di sterilizzazione devono avere caratteristiche funzionali e realizzative peculiari, evidentemente differenti da quelle di altre aree o di altri reparti ospedalieri.
L'articolo si prefigge di illustrare la funzione e le caratteristiche degli impianti HVAC a servizio della centrale di sterilizzazione di un struttura ospedaliera in genere

G. Trovato (Studio Tecnico Ing. Gaetano Trovato) -  Ascca News 1/2020

Per ognuno dei sistemi attualmente disponibili per decontaminare un'area - che si tratti di VHP, HPV; vH2O2, atomizzazione, ultrasuoni, ionizzazione, qualsiasi sia l'approccio di validazione si pone il problema di convalidare un processo in modo quantificabile. Ciò costituisce la sfida, poiché ci sono molti parametri in gioro che influenzano il processo di decontaminazione "gassosa" a bassa temperatura: umidità, temperatura, concentrazione di H2O2, velocità di iniezione, tempo di esposizione e molto altro.
Nella pratica si tratta di fattori difficili da misurare e soprattutto che variano considerevolmente in base all'area da decontaminare. I tradizionali strumenti per la valutazione delle performance, come gli indicatori chimici e biologici, hanno reso il processo di validazione impegnativo. Gli EI sono uno strumento di convalida alternativo per il controllo delle prestazioni di un processo di decontaminazione, appositamente progettati e realizzati per questo scopo specifico.

 

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Pubblicato in Ospedaliero
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Le interviste di ASCCA news

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