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ASCCA News sfogliabile

Dopo aver affrontato il concetto di analisi del rischio e la sua applicazione alle sale operatorie, in questa seconda parte ci si soffermerà sull’impatto che lo stesso può avere in fase di progettazione dell’impianto VCCC

L. Sabatini (Lesatec Srl) - Ascca News 2/2014

Impatto della distribuzione dell’aria sulla contaminazione batterica aerotrasportata.
Le sale operatorie vengono realizzate normalmente secondo due modelli tipici di ventilazione:
- con distribuzione a flusso unidirezionale verticale sul campo operatorio
- con distribuzione turbolenta.
Indipendentemente dalla tipologia, il grado di filtrazione a cui deve essere sottoposta è equiparabile allo H13 secondo UNI EN 1822 (decreto Bindi). Il primo tipo di distribuzione è tipico delle camere bianche a flusso misto (vedi Figura 1) e pertanto si possono utilizzare i modelli per esse sviluppati. In particolare può risultare utile l’applicazione del modello a due flussi (vedi Figura 2).
Nel caso specifico il particolato viene emesso all’interno del flusso unidirezionale, pertanto (confronta [1]) la concentrazione massima, in pratica irraggiungibile sotto flusso, Ca^ di particolato aerotrasportato che si può ipotizzare è funzione della sorgente totale G, della quantità di aria in ciclo W, del fattore di autoricircolo “b” e del recovery time della camera (t’100).

L’articolo è disponibile nella versione integrale in formato pdf solo per i soci ASCCA
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Pubblicato in Ospedaliero

Le camere operatorie sono da considerare ambienti a contaminazione controllata, come dimostra la norma UNI 11425 che ha in pratica equiparato i reparti operatori ad installazioni a contaminazione controllata, ovvero dotate di impianti VCCC (Ventilazione e Condizionamento a Contaminazione Controllata) e generalmente conformi alle norme della serie UNI ISO EN 14644. Questo ci porta ad affrontare il concetto di analisi del rischio, argomento di non facile dominio e spesso oggetto di interpretazioni a dir poco fantasiose a partire dalla stessa definizione di “rischio”, dai più confusa con il concetto intuitivo di “pericolo”. Nel seguito proveremo a dare dei semplici criteri, da essa dedotti, facendo largo uso del buon senso per aiutare quanti si trovino nella necessità di far realizzare o ristrutturare un reparto operatorio

L. Sabatini (Lesatec Srl) - Ascca News 1/2014

La configurazione, l’uso e la gestione delle camere operatorie risente ancor oggi della loro storia essendosi evolute in settori che potevano considerare prioritari i soli aspetti visibilmente legati agli esiti delle operazioni svolte. Con il divenire delle conoscenze questi aspetti si sono poi focalizzati sull’insorgenza delle infezioni postoperatorie, sulla tecnica e strumentazione necessaria ed infine sul benessere degli utilizzatori ivi compreso il controllo dei gas anestetici. Quindi installazioni che si sono evolute in funzione di varie necessità e che hanno dovuto usufruire di notevoli apporti interdisciplinari.
Tradizionalmente il risultato di un operazione chirurgica è fortemente dipendente da una serie di fattori quali:
- Corretta sanitizzazione delle attrezzature e strutture chirurgiche necessarie.
- Stato di prostrazione immunologica del paziente.
- Abilità del chirurgo e della sua squadra.
- Idoneità della attrezzatura chirurgica.
In ultimo possiamo aggiungere la qualità delle condizioni interne degli ambienti. 

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Pubblicato in Ospedaliero

In ambito ospedaliero il trattamento dell'aria (a seconda delle varie aree) deve in tutto o in parte limitare la concentrazione nell'aria di particelle, virus e batteri, eliminare i gas pericolosi (p. esempio vapori e gas anestetici) ed esplosivi e prevenire la contaminazione tra diversi settori (cross-contamination). Nell'articolo si analizzerà la progettazione delle aree a rischio prendendo in considerazione solo l'opzione di sistemi a ricircolo d'aria

D. Zucchelli (Clean Tech System - Dip. CTS Laboatori) - Ascca News 2/2015

A seconda della zona, il trattamento dell’aria deve soddisfare in tutto o in parte i seguenti obiettivi:
• limitare la concentrazione nell’aria di particelle, virus e batteri
• eliminare i gas pericolosi (vapori e gas anestetici, etc.) ed esplosivi
• prevenire la contaminazione tra diversi settori (cross-contamination).
Il mantenimento della qualità dell’aria non solo equivale al contributo igienico di aria nuova.
Essa dovrebbe anche eliminare il rischio di biocontaminazione aerea sia all’interno di alcuni reparti della struttura ospedaliera (aree asettiche) sia dall’esterno. Anche la pressione relativa tra locali, la filtrazione, il ricircolo dell’aria e la disinfezione delle attrezzature possono svolgere un ruolo importante come la fornitura di aria fresca di rinnovo.

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Le interviste di ASCCA news

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