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Novità dalle Aziende

  • Mai più formazione di condensa nei Goggle in Cleanroom

    C'è una teoria (non comprovata) nel mondo delle cleanroom per cui gli operatori devon indosssare goggle a ventilazione indiretta invece
  • Nuova linea per il monitoraggio della qualità aria indoor

    Il Gruppo Sauermann (www.sauermanngroup.com) ha sviluppato una linea di quattro diversi strumenti portatili per il monitoraggio della qualità aria indoor
  • Soluzione integrata E2E Hardware e Software per controllo processo e sicurezza del prodotto medicale e farmaceutico

    TSQ Gloabl (www.tsquality.it) insieme al partner svizzero Alisydia GmbH ed ai partner internazionali SATO, Impinji, Nicelable e Corda R3 porta
  • Invisible Barrier

    Tecninox Srl (www.tecninox.com) presenta una barriera d'aria invisibile per la protezione dell'operatore, del prodotto e dell'ambiente, adatta a molteplici processi
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ASCCA News sfogliabile

L'emergenza sanitaria nata con il COVID-19 ha vieppiù evidenziato la forte esigenza di rendere salubre e sicura l'aria degli ambienti confinati. Si tratta di un problema già identificato e valutato nel corso degli ultimi anni ma che la recente pandemia ha notevolmente aplificato. Se da un lato le società di trasporto e gli enti responsabili del trasporto pubblico si sono trovati a dover dare garanzia di trasporti sicuri, chi produce impianti di trattamento dell'aria ha dovuto dimostrare il funzionamento dei propri apparati. Bioleader Srl ha ricevuto diverse richieste in tal senso ed in assenza di metodologie ufficiali ben circostritte e definite ha dovuto di volta in volta operare delle attente valutazioni sul percorso analitico da seguire

F.Di Giovanni - O. Pellerey (Bioleader Srl) -  Ascca News 2/2021

In questa pubblicazione desideriamo descrivere il percorso da noi seguito al fine di valutar eun impianto di trattamento dell'aria, in particolare il dispositivo Single Air Purfier D9420215 device for bus air conditioner (commercializzato dal CBM Group). L'apparato è un dispositivo per la sanificazione dell'aria, destinato ad essere installato sul condotto dell'aria di ritorno dell'impianto di climatizzazione degli autobus. Il nostro obiettivo era teso a valutare l'abbattimento della carica microbica presente nell'aria e nel medesimo tempo anche un abbattimento di sostanze inquinanti e VOC.
Il principio di funzionamento del dispositivo si basa su trre tecnologie:
A. Purificazione ionica
B. Fotocatalizzatore
C. Sterilizzazione UV-C
Si è proceduto a valutare i risultati ottenuti su mezzi di trasporto pubblico su cui erano stati installati 5 dispositivi in una condizione di trattamento dell'aria così come consigliata dal produttore. I campionamenti di aria sono stati effettuati attraverso un prelievo attivo con l'utilizzo di campionatore monostadio ad impatto ortogonale, ove l'aria aspirata viene inviata sulla superfici di uno specifico terreno di coltura agarizzato, differente a seconda del tipo di microrganismo da identificare.

 

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Pubblicato in Cleaning e Sanificazione

Nell’ambito delle produzioni farmaceutiche, alimentari e cosmetiche anche l’aria ambientale è considerata una potenziale fonte di inquinamento (chimico e biologico) che non può essere trascurata in specifiche situazioni produttive ad elevato rischio di inquinamento e quindi vulnerabili alla contaminazione microbica. Nei reparti di produzione, reparti sterili, laboratori e magazzini di stoccaggio, al pari delle superfici, anche l’aria confinata deve essere trattata con procedure di sanificazione

C. Bavagnoli (G.B. Tecnologie) - Ascca News 4/2001

Abbiamo elencato le principali strategie di prevenzione suddividendole in due categorie:
Difese passive
Che non comportano azioni dirette verso gli agenti contaminanti presenti nell’aria ambientale
Difese attive
Che prevedono specifici trattamenti finalizzati all’abbattimento di tutti gli agenti inquinanti presenti nell’aria.
Scopo del presente articolo è quello di illustrare i principali metodi diretti di difesa attiva utilizzati nell’industria per trattare igienicamente l’aria ambientale dei locali preposti alla produzione, al confezionamento, al controllo ed allo stoccaggio.

In un reparto ove viene svolta l’attività produttiva o di controllo i principali agenti contaminanti dell’aria sono i seguenti:
A) SPORE MICROBICHE
Provenienti dall’esterno dell’ambiente di lavoro, rappresentano una sicura fonte di contaminazione se si verificano le condizioni ottimali di sviluppo microbico (elevato tenore di umidità ambientale, presenza di residui di natura proteica, acqua libera, sporcizia in genere, ecc.).

 

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Pubblicato in Filtrazione

Il dibattito sulla qualità dell’aria interna negli ospedali ha raggiunto anche da noi punte molte intense, grazie anche alla recente pubblicazione delle linee-guida ISPESL. A questo proposito può essere interessante raccogliere una testimonianza dall’estero. Riproduciamo di questo, quasi per esteso, un recente articolo comparso su Cleanrooms nel maggio 2001. L’autore è uno specialista in qualità ambientale ospedaliera presso l’Università del Minnesota

A.J. Streifel (MPH, REHS) - Ascca News 4/2001

La qualità dell’aria interna, detta IAQ con acronimo inglese, ha un’importanza primaria in ambito ospedaliero. Tuttavia spesso essa non è vista come una massima priorità, specie a causa dei costi. La valutazione dei rischi di infezione da patogeni aeroportati Nella progettazione di un ospedale è necessario identificare le aree a maggior rischio. A questo scopo esiste una tecnica, detta valutazione del rischio nel controllo delle infezioni (ICRA in inglese), di cui formiamo di seguito uno schema di base:
Passo 1: identificare i gruppi di pazienti associati ai massimi rischi di infezione aeroportata (pazienti infetti – p. es. di tubercolosi, varicella, ecc. - e pazienti suscettibili p. es. trapiantati, in terapia per neoplasmi, nati prematuri, pazienti di AIDS e in genere pazienti con ridotte difese immunitarie)

 
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Pubblicato in Case study

Uno dei fattori determinanti nella cura dei malati e nella prevenzione delle infezioni è il mantenimento negli ambienti ospedalieri di adeguate condizioni termoigrometriche e di qualità dell’aria. Fondamentale a tale scopo è l’impiego di tipologie impiantistiche in grado non solo di garantire il massimo livello di comfort ma anche di eliminare qualsiasi rischio di coltura microbica e di ridurre le operazioni di manutenzione negli ambienti occupati dai degenti

L. Stefanutti (Studio d’Ingegneria) - Ascca News 2/2005

Da anni utilizzati con successo nei paesi dell’Europa del Nord, i soffitti freddi hanno ormai conquistato una diffusione anche in Italia grazie ad una serie di vantaggi nei confronti degli impianti tradizionali. Varie sono le tipologie a disposizione del progettista in funzione delle specifiche caratteristiche architettoniche e delle esigenze prestazionali. Si tratta di impianti di tipo misto aria-acqua nei quali il compito di controllare la temperatura ambiente è affidato ad elementi terminali installati a soffitto (pannelli o travi) mentre l’aria primaria garantisce la ventilazione ed il controllo dell’umidità relativa. Quest’ultima funzione è di fondamentale importanza in quanto è necessario mantenere sempre un valore di umidità non superiore al 50% per evitare la formazione di condensa sulle superfici fredde degli elementi a soffitto che sono alimentati con acqua a 15-16°C. L’aria primaria contribuisce inoltre al controllo della temperatura ambiente in misura proporzionale ai valori di portata e di temperatura di immissione.

 
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Pubblicato in Ospedaliero

Nell'impiantistica molti segnali indicano l'avvicinarsi di una nuova stagione per i filtri elettrostatici attivi grazie a tecnologie innovative mutuate dall'ambito normativo. Una nuova generazione di filtri a elevata efficienza e basse perdite di carico, che consentono un sensibile risparmio di energia rispetto alle tecniche tradizionali, promettono notevoli cambiamenti in un mercato divenuto più sensibile ai problemi energetici. Prospettive inattese si sono aperte di recente attraverso applicazioni in campo sanitario e medicale attraverso lo sviluppo di elementi filtranti in più stadi, integrati da metodologie già note

D. Zucchelli (Clean-Tech System, Clima-T Service Srl- Garbagnate Milanese –MI) - C. Vergani (Deparia Engineering Srl - Calolziocorte – LC) - Ascca News 3/2006

Sul mercato esiste una gamma estremamente ampia di filtri per la ventilazione in campo civile e industriale, realizzati da produttori nazionali oppure importati da Paesi europei o extraeuropei. Per la maggior parte, si tratta di filtri cosidetti “meccanici”, che basano la propria azione filtrante principalmente su meccanismi di intercettazione e collisione con una matrice formata da fibre di carta o di materiali sintetici. Una piccola frazione del mercato è invece rappresentata da filtri elettrostatici, caratterizzati da due diverse tipologie: di tipo passivo (formati da fibre sintetiche caricate elettrostaticamente) in cui le particelle vengono attratte e trattenute dalle fibre; di tipo attivo, chiamati precipitatori elettrostatici, in cui l’aria non attraversa una matrice fibrosa, ma un insieme di lamelle caricate da un generatore esterno, lungo le quali le particelle sono prima caricate e quindi fatte precipitare su una superficie tangenziale alla direzione del flusso. 

 

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Pubblicato in Filtrazione
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Le interviste di ASCCA news

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