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Novità dalle Aziende

  • Contatori di particelle Apex Lighthouse compatibili con decontaminazione in VHP

    AM Instruments (www.aminstruments.com), distributore esclusivo Lighthouse in Italia, annuncia i risultati di test effettuati sui contatori di particelle, portatili e per installazioni fisse,
  • SMART CABINET: la novità assoluta per ottimizzare la gestione degli abiti da lavoro all'interno dell'azienda

      Per richiedere ulteriori informazioni inviare un'e-mailAscca News 1/2022
  • Consulting GXP, Training & Auditing: i nuovi servizi di Ellab

    Ellab (www.ellab.com) è un’azienda leader globale nella fornitura di soluzioni e servizi di convalida, monitoraggio e taratura accreditata (ISO17025). La qualità, la flessibilità e
  • Impattore monouso per campionamenti microbiologici in continuo

    Particle Measuring Systems (www.pmeasuring.com) presenta l’impattore microbiologico BioCapt® Sigle-Use, una soluzione unica ed innovativa che permette di eseguire i campionamenti microbiologici attivi
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Oggi più che mai le cappe chimiche stanno vivendo un momento di transizione. Questi strumenti, essenziali per la salvaguardia della salute e della sicurezza degli operatori impegnati nei laboratori in cui sussiste rischio chimico, sono al centro di un dibattito mirato a migliorarne la gestione in qualità aumentando la protezione dei lavoratori. In questo articolo si presenterà un breve excursus sulle attività di normazione

L. Strada (Struttura di Raccordo del Servizio di Prevenzione e Protezione - Università di Pavia) -  Ascca News 1/2022

Il D.Lgs 81/08, cd testo unico sulla sicurezza, pone in capo al datore di lavoro una serie di adempimenti, tra i quali la messa a disposizione dei lavoratori di attrezzature conformi ai requisiti di sicurezza e idonee al tipo di utilizzo previsto; inoltre, devono essere garantite, per tali attrezzature, regolare manutenzione e verifica periodica del rispetto dei requisiti. Infine, nella gerarchia degli interventi si chiede al datore di lavoro di dare priorità ai dispositivi di protezione collettiva (T.U., Titolo II, capo I, art. 64, Titolo III, Capo I, 70, 71 e allegati V e VI e Titolo IX, capo I, art. 225). 
Le cappe chimiche sono i dispositivi di protezione collettiva utilizzati nei laboratori, o più in generale negli ambienti di lavoro, al fine di ridurre la potenziale esposizione a sostanze chimiche dei lavoratori. Storicamente, fin dalla pubblicazione del manuale Sax’s “Dangerous Properties of Industrial Materials”, 10th Edition edito negli anni ’50, considerato una pietra miliare per coloro che dovevano fare una valutazione del rischio da esposizione alle sostanze chimiche, si è fatto riferimento al parametro della velocità frontale per valutare la prestazione di una cappa. Oggi, però, il riferimento a tale parametro appare anacronistico.

 

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Pubblicato in Normative

Le terapie a base di anticorpi monoclonali (mAbs) si stanno diffondendo su larga scala, non solo per la cura di malattie oncologiche, malattie ematologiche ed autoimmuni, ma come abbiamo di recente appreso anche per il contrasto ad altre patologie quali le infezioni, compresa la malattia da COVID-19. Sebbene gli anticorpi monoclonali siano sempre più utilizzati quali strumento innovativo per la cura di tante patologie, la loro manipolazione da parte degli operatori non è priva di rischi professionali perchè anche se gli mAbs non sono cancerogieni o genotossici di per sé, possono diventarlo se coniugati, come spesso avviene, ad altri agenti bioattivi. Trattandosi tuttavia di farmaci biologici, i mAbs sono esclusi dal campo di applicazione del regolamento REACH (Registration, Evalutation, Authorisation and Restriction of Chemicals) e CLP (Classification, Labelling and Packaging), per cui nella maggior parte dei casi non sonos tati condotti degli studi tossicologici e non sono stati definiti nei limiti occupazionali e/o di esposizione

C. Zanini - G. Lando - F. Severina - M. Bonifacio (BioAir Spa) -  Ascca News 1/2021

Gli anticopri monoclonali (di norma abbreviati in mAbs) sono proteine artificiali ad alto peso molecolare, che agiscono come anticorpi umani nel sistema immunitario, che possono essere facilmente riconosciuti dal suffisso del proprio nome. Gli anticorpi Murini sono costituiti da proteine di topo ed i farmaci derivati terminano in -omab. Gli anticopri Chimerici sono ottenuti da una combinazione di proteine di topo e da proteine umane e i nomi dei trattamenti terminano in -ximab. Gli anticorpi monoclonali Umanizzati sono costituiti da una componente murina inferiore al 10% attaccata a proteine umane e i nomi dei trattamenti termimano in -zuma. Infine gli anticorpi monoclonali Umani sono proteine completamente umane e i nomi dei trattamenti termimano con -umab. 
Gli effetti collaterali che possono scaturire dagli mAbs sono legati principalmente alla possibilità di sviluppo di reazioni allergiche (soprattutto nel caso di anticorpi murini o chimerici), di reazioni immunologiche e/o di altri effetti negativi imprevisti.  

 

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Pubblicato in Farmaceutico

Scopo del presente lavoro è quello di riassumere le indicazioni generali e le raccomandazioni specifiche, che possono consentire la prevenzione degli incidenti in laboratorio, fornendo altresì alcuni riferimenti che guidino il lettore interessato ad un eventuale approfondimento

P. Manzi (Azienda Ospedaliera di Perugia) - A. Mencacci (Università degli studi di Perugia) - Ascca News 4/2006

La consistente crescita dell’uso di tecnologie in ambito sanitario ha trovato grande sviluppo negli ultimi anni in particolare nei laboratori clinici e di ricerca. Tale crescita, se da un lato ha comportato uno sviluppo eccezionale delle possibilità diagnostiche, dall’altro ha determinato una crescita consistente dei rischi connessi all’uso delle tecnologie concentrate in uno spazio limitato.
Tale situazione ha determinato e determina la necessità di rinforzare i sistemi di sicurezza esistenti allo scopo di minimizzare l’effetto di eventuali eventi avversi. L’inadeguata conservazione dei reattivi e dei prodotti chimici è la principale causa di incidenti in laboratorio. Una delle condizioni più importanti per la tutela della sicurezza in laboratorio è la disponibilità di un ambiente adibito a magazzino che offra le idonee garanzie di capienza, efficienza e razionale disposizione del materiale.

 
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Sabato, 30 Settembre 2006 09:05

Il controllo degli accessi nelle cleanroom

Negli ambienti industriali è sempre più sentita l'esigenza di controllare gli accessi alle varie aree produttive, non solo per l'amministrazione del personale ma per garantire la qualità dei processi ed i livelli di sicurezza necessari (Rif. norma FDA 21 CFR Part 11)

P. Soana (Dos&Donts) - Ascca News 3/2006

Ovunque si svolgano produzioni speciali, come nell’ambito delle camere sterili, è possibile autorizzare gli accessi a determinate aree produttive esclusivamente al personale addetto ed in fasce orarie stabilite, evitando accessi indesiderati, potenzialmente pericolosi o addirittura dolosi. In tale ottica, per esempio, anche l’accesso del personale di pulizia potrebbe richiedere l’identificazione degli operatori, od il tracciamento dei locali in cui si sono effettivamente verificati gli ingressi.
In definitiva il controllo degli accessi costituisce un elemento chiave del sistema di sicurezza di un ambiente produttivo sia dal punto di vista della safety, ossia della sicurezza fisica del personale che opera all’interno degli ambienti, sia dal punto di vista della security, ovvero della sicurezza volta alla prevenzione di eventi dolosi quali il danneggiamento o il furto.

 
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Le Clean Room sono ambienti isolati, con pareti interne perfettamente lisce e complanari, nei quali la concentrazione delle particelle aerotrasportate e alcuni parametri ambientali (temperatura, umidità e pressione) sono mantenuti sotto controllo

P. Soana (Dos & Donts) - Ascca News 2/2006

Il controllo delle particelle aerotrasportate in un ambiente sterile si ottiene creando opportune geometrie di flussi d'aria filtrata. La costruzione delle Clean Room è regolamentata dalla norma EN ISO 14644-4 (Camere bianche ed ambienti associati controllati - Parte 4: Progettazione, costruzione e avviamento). Inoltre la loro classificazione è regolamentata dalla norma EN ISO 14644-1 (Camere bianche ed ambienti associati controllati - Classificazione della pulizia dell’aria) che prevede vari gradi di pulizia dell’aria (da ISO 1 - più pulito - a ISO 8 - meno pulito). Tutto il corpus normativo attualmente in vigore risulta orientato all’ottenimento di un elevato livello qualitativo di prodotto e si occupa dei criteri generali e strutturali delle Clean Room quali: il design, la classificazione delle particelle presenti nelle Clean Room, il monitoraggio. Non tratta invece, in modo specifico, la tematica dei sottosistemi complementari normalmente installati nelle Clean Room, necessari per migliorare sensibilmente il livello di sicurezza del processo e del personale.

 
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Le interviste di ASCCA news

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