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ASCCA News sfogliabile

Per gli impianti VCCC in ambito ospedaliero valgono le stesse osservazioni valide per il mondo farmaceutico? Nella progettazione di questi impianti, si può parlare di risparmio energetico rispettando i criteri di qualità/sicurezza richiesti per le sale operatorie? L'analisi tecnica ed esempio concreto aiuteranno a dare una risposta a questi quesiti

L. Sabatini  (Lesatec Srl) -  Ascca News 2/2020

Questi impianti rientrano a buon diritto nel novero degli impianti a contaminazione controllata anche se da un punto di vista legislativo sono da sempre equiparati a normali impianti di condizionamento a tutt'aria esterna con l'aggiunta di una filtrazione dell'aria immessa su filtri HEPA 13 ed una pressurizzazione ambientale. Troppo poco per poterli considerare impianti VCCC. Le cose sono migliorate con l'uscita della norma UNI 11425, che ha introdotto anche per loro alcuni concetti impiantistici di certificazione, di monitoraggio, di gestione, di contenimento ed abbattimento della contaminazione tipici degli impianti VCCC.
Le sale operatorie possono essere utilizzate per svariate operazioni chirurgiche e pertanto la classificazione della qualità dell'aria ambiente, l'identificazione delle zone critiche, le modalità di immissione dell'aria ed, infine, anche le condizioni di controllo termico devono essere definite in base alle operazioni previste  

 

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Pubblicato in Ingegneria

La nuova guida ISPESL finalmente introduce i concetti del controllo della contaminazione anche nei reparti operatori. Ovviamente, data la natura dell’ente che ha emesso la guida, molto spazio viene dato alla sicurezza sul lavoro, solo che in questo caso i concetti di sicurezza sono stati dilatati fino a comprendere la sicurezza delle prestazioni e, di conseguenza, anche quella dei fruitori delle prestazioni, ovvero dei pazienti. Questo è un modo nuovo di applicare le normative di sicurezza che, speriamo, non rimanga isolato in quanto, nel panorama abbastanza desolante delle normative o disposizioni di legge italiane, molto spesso viene trascurato quello che è l’obbiettivo primario di una azione lavorativa, ovvero un prodotto idoneo a pseudo vantaggio di coloro che dovrebbero svolgere l’azione lavorativa che di fatto risultano deresponsabilizzati

L. Sabatini (Lesatec Srl) - Ascca News 1/2000

Da un punto di vista generale e facendo astrazione dai requisiti di sicurezza, le indicazioni possono essere così riassunte:
• Obbligo di predisporre piani di manutenzione programmata per tutti gli impianti della installazione
• Obbligo di predisporre piani di pulizia programmati sia per gli ambienti che per le apparecchiature
• Realizzazione degli ambienti tale da garantire la pulibilità dei medesimi, ovvero utilizzo di angoli arrotondati, superfici lisce, lavabili, resistenti agli agenti chimici e fisici e pavimenti antisdrucciolevoli.
• Architettura generale del reparto operatorio realizzata in moda tale da poter garantire una gerarchia del controllo, ovvero utilizzo di bussole dedicate al personale, ai pazienti, ai materiali, cioè di una architettura conforme ai dettami della tecnologia dei reparti a contaminazione controllata.
• Predisposizione di idonee aree ancillari al reparto, sia tecniche che di servizio, esterne ai reparti, quali spogliatoi generali di accesso, servizi igienici, zone di ispezione e manutenzione, vie di fuga

 
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Pubblicato in Ingegneria

La selezione e la pianificazione degli interventi di protezione è strettamente dipendente dalla valutazione del rischio e dalla conseguente individuazione dei rischi e della conseguente individuazione dei rischi di esposizione ad agenti infettivi. Solo un corretto approccio può realmente garantire la tutela della salute del lavoratore e dell’operando in sala operatoria migliorando le condizioni di igiene ambientale e definendo le misure protettive

R. Lombardi - F. Benvenut i - M. Di Luigi (Dipartimento Igiene del Lavoro - ISPESL Min. Sanità) - Ascca News 1/2000

L'individuazione e l'ottimizzazione degli interventi di protezione collettiva ed individuale, nonché delle misure di sicurezza per esposizione ad agenti biologici in relazione agli adempimenti previsti dal Titolo VIII dei D. Lgs. 626/94 si considerano attualmente di particolare interesse per il contenuto estremamente innovativo dell'attuale legislazione. La necessità di garantire un'adeguata ed efficace tutela dell'operatore sanitario nonché dell'operando risulta tuttavia difficile per la presenza di una insufficiente normativa tecnica nazionale ed internazionale. Ai sensi dell'art. 4 dei D. Lgs. 626/94, per quanto concerne il Titolo VIII è necessario evidenziare per luogo o ambiente se esista o meno 'rischio di esposizione' ad agenti biologici dei lavoratori (come più volte sottolineato nell'art. 78 del Decreto) e quali siano le misure tecniche, organizzative, procedurali attuate o da dover attuare per evitare l'esposizione, individuando e definendo i necessari interventi di protezione. Quanto riportato dalla legislazione si applica naturalmente anche alla sala operatoria.

 
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Pubblicato in Ospedaliero

In Svizzera, con l’entrata in vigore delle nuove linee guida ospedaliere SWKI 99-3 relative alla costruzione di impianti HLK in ospedali ed ambulatori medici, la vecchia linea guida SKI non è più in vigore. Pertanto per le nuove unità operative vale dal maggio 2003 (data della licenza di costruzione) una nuova base regolativa, che dovrebbe tener conto dello stato attuale di tecnica. Queste nuove linee guida pongono i costruttori di ospedali ed ambulatori medici di fronte a nuove esigenze tecniche con relative conseguenze finanziarie

O. Pitzurra - EMPA (Laboratorio Federale Svizzero di Prova dei Materiali e di Ricerca) - Ascca News 3/2004

In seguito al risanamento della zona “trattamento” dell’ospedale Triemli di Zurigo, verranno installate e messe in funzione 10 nuove sale operatorie. Scopo dichiarato era la conseguente applicazione delle nuove linee guida SWKI 99-3. In via provvisoria, per potenziare il reparto chirurgico, e per ovviare alle sue impellenti necessità, sono state installate in due container provvisori situati all’esterno, ma collegati con gli ambienti interni ospedalieri, 2 sale operatorie, da tempo in disuso, ed è stato avviato il procedimento per la loro qualifica e validazione. Con stupore è stato constato che queste sale sono notevolmente migliori di quanto si era ipotizzato. Ci si pone pertanto la domanda, se le linee guida SWKI non siano esagerate e non propongano esorbitanti misure precauzionali.

 
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Pubblicato in Ospedaliero

Spesso negli ospedali occorre eseguire interventi di ristrutturazione senza poter interrompere l’attività sanitaria e senza poter svuotare completamente il reparto dove devono essere eseguiti i lavori. All’ASL di Biella sono stati costretti a rimettere a nuovo, in servitù d’esercizio, un intero blocco operatorio con 6 sale operatorie, riuscendo a garantire condizioni di igiene e sicurezza accettabili, il tutto in tempi relativamente brevi

L. Bongiovanni (Cascinette d’Ivrea - TO) - Ascca News 4/2007

In una struttura complessa come un ospedale, tutti i componenti, le apparecchiature, gli impianti e la struttura edilizia stessa sono chiamati a soddisfare prioritariamente elevati gradi di sicurezza, e ciò vale soprattutto per le zone più critiche quali le sale operatorie, dove è ormai entrato nella cultura che gli impianti e la stessa struttura edilizia devono svolgere un doppio ruolo per garantire adeguate condizioni sia igienico-ambientali che di sicurezza; e gli impianti di climatizzazione devono essere in grado di mantenere condizioni ambientali di sterilità tali da classificare gli impianti come impianti di processo o impianti di ventilazione e condizionamento a contaminazione controllata (VCCC). Nello specifico a questi ultimi è demandato il compito di assicurare:
- un’idonea aerazione degli ambienti, tale da contenere entro limiti prefissati le concentrazioni ambientali di gas anestetici e/o di altri inquinanti gassosi;
- condizioni termoigrometriche confortevoli per l’utente ed il personale;
- una concentrazione di particolato totale aeroportato al di sotto dei limiti prefissati per gli ambienti mediante adeguata filtrazione dell’aria immessa;

 
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Pubblicato in Case study
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Le interviste di ASCCA news

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