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Quanto costa mantenere una cappa

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In un mercato sempre più votato al risparmio energetico e al “green”, parecchi riflettori si sono accesi sui consumi relativi al funzionamento della cappa chimica ad espulsione totale.
Spesso sottovalutato, questo DPC (Dispositivo di Protezione Collettiva) è una delle maggiori voci di costo nella gestione di un laboratorio.

A cura di D. Pagano - L. Pagano (Omicron Italia Srl)

Ce ne si è resi conto quando si è cominciato ad avere una visione più ampia della gestione di questo strumento.
Fino a poco tempo fa difatti si poneva l’attenzione solamente al prezzo dello strumento, ai costi di realizzazione dell’impianto di estrazione ed al budget annuo necessario per la manutenzione.
Tutto giusto ma ragionando sul principio di funzionamento ed allargando la visione in un quadro quinquennale/decennale/ventennale si è capito che quelli erano solo la minima parte dei costi.

Le cappe chimiche ad espulsione totale

Questa tipologia di cappa si può descrivere come una struttura che delimita un piano di lavoro all’interno del quale è possibile eseguire manipolazioni e trattamenti che generano una diffusione di vapori tossici con la sicurezza di esser protetti dal principio di CONTENIMENTO, grazie all’aspirazione che, prelevando aria dal laboratorio, trattiene il tutto all’interno del piano di lavoro e lo convoglia in ambiente esterno con la sicurezza che nulla esca frontalmente dalla cabina.
Sintetizzando al massimo, possiamo dire che il “DPC” preleva l’aria dal laboratorio e la espelle all’esterno.
Ed è proprio questo il punto.
Quanto costa reintegrare l’aria espulsa dalla cappa con nuova aria condizionata?
Vanno valutati tutti i costi di gestione del condizionamento tenendo presenti quelle che sono le spese per la sostituzione dei filtri, il consumo energetico e la manutenzione dell'impianto.
Va da se che riducendo il quantitativo di aria estratta avremo minori costi operativi.
Ma come fare?
Sono presenti, e oramai a buon mercato, i sistemi VAV (Variable air volume) che, installati a bordo macchina, consentono, in funzione dell’apertura dello schermo saliscendi frontale, l’autoregolazione ed il controllo della portata d’aria estratta. Tanto più lo schermo frontale sarà aperto quanto più la richiesta d’aria sarà consistente, tanto più il saliscendi sarà basso quanto più la richiesta d’aria sarà minima.
Sapendo che una cappa chimica ad estrazione totale deve sempre rimanere accesa, se viene utilizzata per 8 ore al giorno, significa che, utilizzando il VAV, avremo un drastico calo dei consumi per le restanti 16 ore. Due terzi della giornata.
Per meglio comprendere diamo un occhio alla tabella e al grafico.

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Pubblicato in Ascca News 4/2017

Ultima modifica il Giovedì, 14 Dicembre 2017 10:45
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