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Intervista a ASCCA

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A sei mesi dall'elezione del nuovo Consiglio Direttivo, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Sergio Mauri, l'attuale Presidente, per scoprire quali sono le novità che i nostri soci dovranno aspettarsi per i prossimi mesi

Un noto cantautore romano diceva che "certi amori non finiscono mai. Fanno giri immensi e poi ritornano...". Possiamo dire che questo è accaduto anche per lei con la presidenza ASCCA?

Ascca 1Non è un mistero che per me l’Ascca non sia una semplice associazione ma potrei dire che è quasi una questione di famiglia. Mio padre infatti è stato uno dei soci fondatori dell’Associazione ASCCA. Ricordo ancora quell’assolato pomeriggio del lontano 1981 quando lui, insieme all’Ing. Falini, l’Ing. Calligarich, l’Ing. Maillard, il Dr. Mariani e ad altri specialisti del settore, decisero di creare dal nulla un’associazione che parlasse di controllo della contaminazione ambientale. Diciamo che ho sempre sentito parlare dell’ASCCA e che il mio coinvolgimento in essa è stato quasi automatico. Oggi che ho un po’ più di tempo libero, poterlo dedicare all’ASCCA è sicuramente un qualcosa che testimonia ancora di più il mio senso di appartenenza e di continuità a questa associazione.
Io ed altri soci, alcuni ancora attivi nell’ambito ASCCA, abbiamo potuto vivere le varie evoluzioni dell’Associazione, e sono fiero di poter dire che c’è un aspetto fondamentale che non è mai cambiato, ossia la sua proiezione internazionale. Fin dall’inizio ASCCA si è sempre confrontata con le persone chiave a livello mondiale, e questo ha permesso di trasferire in Italia tutta una serie di conoscenze alimentate da questi incontri. Ovviamente ASCCA non è stata solamente un mero collettore di esperienze esterne, ma ha contribuito in prima persona – attraverso alcuni dei suoi soci – a far crescere le tecnologie del controllo della contaminazione. Chi ha fatto parte di ASCCA ha sempre considerato importante la partecipazione sia come delegati ai vari comitati tecnici e/o gruppi ISO che agli incontri organizzati dall’ICCCS (l’organizzazione mondiale che riunisce
tutte le associazioni che parlano di contamination control). Questo ha permesso ad ASCCA di essere considerata oggi un vero punto di riferimento e gli viene riconosciuta la capacità di essere sempre e immediatamente a conoscenza degli sviluppi scientifici e tecnologici del nostro settore.
È un suo vanto, un qualcosa che accresce la sua reputazione, che la differenzia dalle altre Associazioni. È il suo plus ed è un qualcosa che tutti noi abbiamo sempre coltivato.

Oggi il mondo dell’associazionismo sta cambiando. ASCCA è pronta ad affrontare questa sfida?

Rispetto al periodo in cui è nata ASCCA, è indubbio che oggi ci sia molta più competitività e che ci siano più players che, molte volte, si occupano degli stessi argomenti. Nonostante ASCCA abbia raggiunto una certa “posizione”, deve comunque continuare a differenziarsi dal resto dell’offerta presente nel campo della formazione e del trasferimento delle conoscenze.
Le iniziative intraprese in questi primi 6 mesi dal nuovo Consiglio vanno proprio in questa direzione.
Il primo passo è stato quello di sfruttare i social network per migliorare la diffusione delle informazioni legate alle nostre attività, realizzando una comunicazione più efficiente e tempestiva. Abbiamo da poco, infatti, aperto su LinkedIn una pagina ASCCA (https://www.linkedin.com/company/ascca/) e l’augurio è che tutti i nostri soci ed i lettori di Ascca News non solo prendano l’abitudine di consultarla ma anche che possano renderla “viva”
attraverso commenti e segnalazioni e condividendo le informazioni per raggiungere un pubblico più ampio.
Un’altra attività è quella legata all’applicazione di alcuni strumenti di raccolta dati, per poter capire ancora meglio cosa vogliono i soci, e quali siano i loro punti di maggiori interesse. Questo ci permetterà di avere in tempo quasi reale dei feed-back di quello che stiamo facendo, e capire quali siano le aspettative delle persone che partecipano alla vita di ASCCA.
A questo proposito vorrei fare un esempio che illustra il nuovo corso. Durante l’ultima giornata organizzata a Milano (dedicata all’Annex 1) nel classico questionario di soddisfazione sui temi della giornata distribuito ai partecipanti, abbiamo aggiunte alcune domande relative al brand awareness di ASCCA e su come si può entrare in contatto con l’Associazione. E devo ammettere che alcune risposte sono state molto interessanti e anche molto utili.

Qualcuno potrebbe arricciare il naso a sentir parlare di tecniche di marketing per un’Associazione a carattere scientifico…

Allora fughiamo qualsiasi dubbio. Abbiamo intrapreso un approccio marketing oriented solo per quanto riguarda la mera promozione dell’Associazione. Nel mondo di oggi non è più sufficiente essere bravi e basta. Devi saperlo comunicare.
ASCCA non cambia minimamente la sua missione e quindi continuerà a poggiare sugli aspetti scientifici e tecnologici che sono da sempre il suo fondamento per la diffusione delle conoscenze. Per fare questo però è fondamentale poter contare su una rete di contatti - sia a livello nazionale che internazionale – formata da persone estremamente qualificate che vengano a raccontare tutto quello che succede nel controllo della  contaminazione.
La scelta in questi ultimi anni di coinvolgere all’interno del Comitato Direttivo e del Comitato Scientifico persone provenienti dal mondo dell’industria e da chi gravita intorno al mondo del controllo della contaminazione (come produttori o fornitori di servizi) va letta in questa ottica. Perché è importante avere la possibilità di scambiare le proprie idee anche con chi utilizza le varie tecnologiche nei vari campi di applicazione del controllo
della contaminazione.
E qui devo confessare un piccolo cruccio: ASCCA da sempre si è orientata verso il mondo farmaceutico e del biotech, a discapito di altri settori. Nel passato abbiamo cercato di coinvolgere anche il mondo food, delle life science, con esiti poco incoraggianti in termini di partecipazione. Questa mancanza di risultati però non ci scoraggerà, tanto è vero che uno degli impegni per i prossimi anni è di trovare il modo per coinvolgere proprio questi settori.
A conferma dell’immutato carattere tecnico-scientifico dell’Associazione, mi piace ricordare in questa occasione il sostegno dato da ASCCA alla ricerca, attraverso l’erogazione al Politecnico di Milano di un assegno di ricerca di 24.000 euro, di cui avremo notizie durante la giornata del 25 ottobre di Roma.

In ASCCA un ruolo molto importante è svolto dal Comitato Scientifico. Ci dobbiamo aspettare delle novità?

Certamente si, non sarà sfuggito ai nostri soci e ai lettori di Ascca News la campagna di reclutamento e sensibilizzazione per la partecipazione al comitato scientifico fatta negli ultimi mesi. Anche in questo caso ci siamo discostati da quanto fatto nel passato, dove le persone venivano scelte sulla base di conoscenze personali dei vari membri del Consiglio Direttivo. Questa volta abbiamo comunicato attraverso i nostri soliti canali che il Comitato Scientifico si sarebbe rinnovato e abbiamo aspettato che le candidature arrivassero in maniera spontanea. E la risposta è stata - non lo nego - al di sopra delle nostre aspettative.
Il risultato ottenuto? Il prossimo Comitato Scientifico potrà contare su un nutrito numero di persone, tutte estremamente motivate ed alcune anche molto giovani. Quest’ultimo aspetto sarà sicuramente importante anche per un discorso di ricambio generazionale. Per il futuro dell’Associazione è fondamentale poter iniziare ad affiancare agli “storici”, nuove leve, che siano in grado di prendere in mano le redini dell’Associazione e portare avanti il lavoro.
Sarà un processo comunque lungo, perché posso assicurare che la gestione di un’Associazione non si impara da un giorno con l’altro.

Per Associazioni come ASCCA è fondamentale poter contare su una base associativa consolidata e numerosa. Qual è la situazione attuale?

ASCCA può contare su un buon numero di associati. Ad un gruppo di fedelissimi - che formano il famoso zoccolo duro – ogni anno si affianca un numero variabile di persone che diventano soci a seguito di una partecipazione ad un evento e che poi non sempre riusciamo a trattenere. L’impegno di questo Consiglio – ed il mio in particolare – è quello di aumentare in maniera considerevole il numero dei soci. Partiremo a breve
quindi con una campagna associativa che sottolineerà in maniera più incisiva quali sono i vantaggi reali per i soci ASCCA. Ed anche in questo campo ci saranno delle novità: ci stiamo infatti organizzando per realizzare dei webinar, che si affiancheranno ai classici incontri ASCCA.

Continueranno anche gli incontri gratuiti organizzati nel periodo natalizio?

Direi proprio di si. Queste iniziative oltre a generare una visione positiva dell’Associazione, aiutano anche a consolidare i rapporti con i propri soci.
Per esempio, l’anno scorso per festeggiare i 30 anni di Ascca News abbiamo organizzato un evento dedicato al controllo della contaminazione che andava un po’ fuori dai soliti schemi, l’iniziativa ha riscosso successo non solo tra i nostri soci ma anche tra gli invitati delle altre associazioni (ISPE, AICARR).
Ed anche per quest’anno stiamo organizzando qualcosa di particolare.
Non mi resta quindi che invitare tutti i Soci ASCCA ed i lettori di Ascca News a seguirci sui nostri siti e a leggere la nostra rivista….
Non ve ne pentirete!

Pubblicato in Ascca News 3/2018

Ultima modifica il Mercoledì, 26 Settembre 2018 10:18
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