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Scopo del presente lavoro è quello di riassumere le indicazioni generali e le raccomandazioni specifiche, che possono consentire la prevenzione degli incidenti in laboratorio, fornendo altresì alcuni riferimenti che guidino il lettore interessato ad un eventuale approfondimento

P. Manzi (Azienda Ospedaliera di Perugia) - A. Mencacci (Università degli studi di Perugia) - Ascca News 4/2006

La consistente crescita dell’uso di tecnologie in ambito sanitario ha trovato grande sviluppo negli ultimi anni in particolare nei laboratori clinici e di ricerca. Tale crescita, se da un lato ha comportato uno sviluppo eccezionale delle possibilità diagnostiche, dall’altro ha determinato una crescita consistente dei rischi connessi all’uso delle tecnologie concentrate in uno spazio limitato.
Tale situazione ha determinato e determina la necessità di rinforzare i sistemi di sicurezza esistenti allo scopo di minimizzare l’effetto di eventuali eventi avversi. L’inadeguata conservazione dei reattivi e dei prodotti chimici è la principale causa di incidenti in laboratorio. Una delle condizioni più importanti per la tutela della sicurezza in laboratorio è la disponibilità di un ambiente adibito a magazzino che offra le idonee garanzie di capienza, efficienza e razionale disposizione del materiale.

 
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Sabato, 30 Settembre 2006 09:05

Il controllo degli accessi nelle cleanroom

Negli ambienti industriali è sempre più sentita l'esigenza di controllare gli accessi alle varie aree produttive, non solo per l'amministrazione del personale ma per garantire la qualità dei processi ed i livelli di sicurezza necessari (Rif. norma FDA 21 CFR Part 11)

P. Soana (Dos&Donts) - Ascca News 3/2006

Ovunque si svolgano produzioni speciali, come nell’ambito delle camere sterili, è possibile autorizzare gli accessi a determinate aree produttive esclusivamente al personale addetto ed in fasce orarie stabilite, evitando accessi indesiderati, potenzialmente pericolosi o addirittura dolosi. In tale ottica, per esempio, anche l’accesso del personale di pulizia potrebbe richiedere l’identificazione degli operatori, od il tracciamento dei locali in cui si sono effettivamente verificati gli ingressi.
In definitiva il controllo degli accessi costituisce un elemento chiave del sistema di sicurezza di un ambiente produttivo sia dal punto di vista della safety, ossia della sicurezza fisica del personale che opera all’interno degli ambienti, sia dal punto di vista della security, ovvero della sicurezza volta alla prevenzione di eventi dolosi quali il danneggiamento o il furto.

 
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Le Clean Room sono ambienti isolati, con pareti interne perfettamente lisce e complanari, nei quali la concentrazione delle particelle aerotrasportate e alcuni parametri ambientali (temperatura, umidità e pressione) sono mantenuti sotto controllo

P. Soana (Dos & Donts) - Ascca News 2/2006

Il controllo delle particelle aerotrasportate in un ambiente sterile si ottiene creando opportune geometrie di flussi d'aria filtrata. La costruzione delle Clean Room è regolamentata dalla norma EN ISO 14644-4 (Camere bianche ed ambienti associati controllati - Parte 4: Progettazione, costruzione e avviamento). Inoltre la loro classificazione è regolamentata dalla norma EN ISO 14644-1 (Camere bianche ed ambienti associati controllati - Classificazione della pulizia dell’aria) che prevede vari gradi di pulizia dell’aria (da ISO 1 - più pulito - a ISO 8 - meno pulito). Tutto il corpus normativo attualmente in vigore risulta orientato all’ottenimento di un elevato livello qualitativo di prodotto e si occupa dei criteri generali e strutturali delle Clean Room quali: il design, la classificazione delle particelle presenti nelle Clean Room, il monitoraggio. Non tratta invece, in modo specifico, la tematica dei sottosistemi complementari normalmente installati nelle Clean Room, necessari per migliorare sensibilmente il livello di sicurezza del processo e del personale.

 
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Nei diversi settori degli ambienti sterili e camere bianche – soprattutto chimico, farmaceutico, cosmetico, medicale, alimentare, etc. – uno dei rischi maggiormente significativi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, e delle persone in generale, è sicuramente il rischio di esplosione. Sono nate con questo spirito le Direttive Europee ATEX (termine che deriva dal francese Atmosphere EXplosibles) che dal 2006 regolamentano tutti gli impianti e le zone con atmosfere potenzialmente esplosive. Tale rischio, dovuto alla presenza di polveri e/o gas, non può e non deve essere trascurato nella valutazione dei rischi durante i diversi processi nelle aree a contaminazione controllata. L’articolo tratta l’argomento della definizione delle diverse zone, con particolare riferimento alla “Compliance” regolatoria alla Direttiva ATEX nella costruzione, marcatura e Dichiarazione CE di Conformità di apparecchi, sistemi con funzione autonoma (LAF, FFU, UTA, etc.) e filtri per aria

D. Zucchelli (Clean-Tech System div. Clima-T Service Srl - Garbagnate Mil.se – MI) - Ascca News 2/2007

Secondo la norma EN 60079-10 (CEI 31-30 e 31-52) e in accordo con la Direttiva Europea (ATEX) un ambiente pericoloso è classificato in relazione alla probabilità di presenza di sostanze infiammabili (gas e polveri). Ciò determina uno dei rischi maggiormente significativi per la salute e la sicurezza dei lavoratori e delle persone in generale: il rischio di esplosione. Si richiama alla mente l’esplosione di uno stabilimento chimico nel 1976 a Seveso, episodio ormai tristemente famoso, durante il quale la deflagrazione non provocò direttamente dei morti, bensì centinaia di feriti gravi. Tuttavia, le emissioni di diossina e di altre sostanze pericolose hanno provocato per anni nella zona circostante una mortalità da cancro sensibilmente più elevata. Un’esplosione di un impianto, di un’apparecchiatura in genere, quindi può portare a effetti immediati (morti, feriti, danni alle strutture e all’ambiente).

 
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Pubblicato in Normative

Un recente provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali definisce i limiti di applicazione dei controlli tramite sistemi biometrici ammessi solo nei casi in cui sia necessaria l'identificazione certa del personlae autorizzato ad accedere alle aree di produzione maggiormente critiche

L. Folliero  (M&P Risk Agency spa - Milano) P. Parrello (Consulente) - Ascca News 1/2007

In molti processi produttivi critici, come nel caso di quelli svolti nelle clean room o nei laboratori di sicurezza microbiologica, è indispensabile garantire l’accesso al solo personale autorizzato, sia per motivi di sicurezza verso i lavoratori, sia per proteggere il prodotto o tutelare il segreto aziendale. Per verificare l’identità di chi è autorizzato ad operare in aree sensibili, si vanno sempre più diffondendo i sistemi di controllo che sfruttano dati biometrici, ma l’utilizzo di questi metodi è ammesso solo in casi specifici e con limitazioni ben precise a tutela della privacy del lavoratore.

 
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